STORIA
Sull'Aysén antico vi sono studi frammentari. Il suo passato si confonde con quello di Chiloè, della Patagonia e della Terra del Fuoco. Dal secolo XIX cominciarono a sbarcarvi cileni e stranieri avidi d’avventure e di terre. Nei primi decenni del secolo XX, con il beneplacito del governo, vi si installarono alcune potenti compagnie dedite allo sfruttamento del bestiame, che furono una barriera al popolamento della regione.

Il primo centro a sorgere fu Puerto Aysén, che divenne capitale quando fu eretta la Provincia dell'Aysén nel 1927. L'incremento demografico andò crescendo e si crearono vari altri paesi, fra i quali prese rapido sviluppo Coyhaique, elevato a capitale di regione nel 1974. All'anno 2000, questa regione contava circa 111.000 abitanti, su una superficie di 113.957 kmq, la densità di popolazione è di 0,7 abitanti per kmq.

 

I SERVI DI MARIA: CAMMINANO ASSIEME AL POPOLO PATAGONICO

II 3 novembre 1937 sbarcano a Puerto Aysén i primi missionari Servi di Maria per assumere l'incarico di evangelizzare e promuovere umanamente tutta quell'ampia regione che si stende nel sud del Cile in prossimità della Terra del Fuoco. Una regione geograficamente bellissima con monti, vulcani, mare, fiumi, laghi, ghiacciai, una flora e una fauna molto varie, un clima in gran parte torrido e duro. Una regione povera e senza possibilità di sviluppo perché isolata. Era un campo immenso di lavoro.

Il primo gruppo comunitario che giunse nel territorio dell'Aysén era composto di tre padri e due fratelli provenienti tutti dall'Italia P Tommaso M. Sgualdino; P. Antonio M. Michelato; P. Anastasio M. Bertossi; Fra Mario M. Caccia; Fra Antonino M. Balasso. Per questi Servi di Maria l'impegno apostolico si presenta assai arduo: infatti il Vescovo affida loro la parrocchia che comprende un territorio di 114.000 kmq (1/3 dell'Italia).

Da Puerto Aysén subito l'attività missionaria si estende agli altri punti abitati della regione: Coyhaique, Puerto Cismes, Ciaiten, tutti piccoli paesi distanti tra loro anche centinaia di chilometri. Tutto è un'avventura per questi pionieri della fede: non ci sono strade, percorrono lunghe distanze a cavallo o in barca, sfidando ogni tipo di pericolo. Così comincia questo cammino dei Servi di Maria con il popolo cileno dell'Aysén, cammino di vita verso la formazione della chiesa locale.Sorgono intanto nuove comunità religiose.Con il tempo si associano alla missione Congregazioni di Serve di Maria e di Don Guanella.

La missione prende un grande impulso nel suo sviluppo: nascono nuove parrocchie, strutture per l'educazione, per la salute, per la promozione umana. La chiesa locale ha già una struttura e un'anima.

Nel 1940 la Santa Sede erige la regione dell'Aysén in Prefettura Apostolica; successivamente, nel 1955 Papa Pio XII promuove la Prefettura in Vicariato Apostolico, eleggendo come primo vescovo P. Antonio Michelato; a lui succederà il P. Cesare Gerardo Vielmo (1960/1963, morto in un incidente aereo); P. Bernardo Cazzaro (1963/1988); P. Aldo Lazzarin (1989/1998); P. Luigi Infanti (1999).

Attenti alle necessità spirituali i Servi di Maria si prodigano e lavorano anche per uno sviluppo integrale del popolo. Fin dall'inizio orientano il loro lavoro nel campo dell'educazione fondando scuole parrocchiali e collegi migliorando così il livello culturale della regione. Offrono un grande contributo nel campo delle comunicazioni sociali, specialmente della radio, togliendo dall'isolamento tante famiglie disperse nella regione.

Nei momenti di grave difficoltà economica e di lavoro, i Servi di Maria promuovono iniziative di sviluppo a livello regionale nel campo della pesca artigianale, dell'agricoltura e dell'allevamento.

Di fronte ad ogni necessità che emerge in ambito di crescita spirituale e umana, troviamo i Servi di Maria pronti a cercare e a dare una risposta, perché questo popolo possa continuare a crescere.

Le missioni dei Servi di Maria vivono per la carità di chi capisce e apprezza appieno lo spirito del messaggio evangelico e se ne fa carico sino al sacrificio.

Noi siamo grati a tutti: a chi porge l'obolo sostanzioso come a chi versa il soldino e offre la preghiera, perché i poveri siano meno poveri e sempre più vicini al cuore di Dio.